Se, pur tra parole infuocate di rimprovero, sei capace di accarezzare per un solo attimo la guancia di chi ti ha procurato dolore, è come se tu, in quel momento, gli dicessi: “Ci sono, sono qui con te. Esisti ancora per me” (Alessandra Graziottin)
Il bugiardo patologico (maschio o femmina che sia) è una persona che mente molto spesso, su qualsiasi aspetto della sua vita. È molto difficile individuare le sue bugie, almeno inizialmente. Le menzogne possono riguardare relazioni sentimentali, amicizie, lavoro. Il primo ruolo evidente della bugia è quello di abbellire e rendere epiche le sue avventure con espressioni del tipo “se avessi voluto, a quest’ora ..” o “lui o lei voleva che divorziassi, ma a me certe cose non piacciono”. È dipendente dalle bugie: mente anche senza una ragione chiara.
È poco consapevole di avere un problema con le bugie, anzi, considera il “saper mentire” un punto di forza, un mezzo per ottenere ciò che vuole, per piacere agli altri, per essere convincente. Di solito è poco costante: molti amori vagheggiati, ma nessuno realmente speciale; tante esperienze lavorative, ma mai durature. Può diventare aggressivo, soprattutto quando viene messo di fronte alle sue bugie o viene smascherato: in questi casi difende le bugie con ostinazione. Ed è quasi impossibile che, anche a distanza di mesi o anni, trovi il coraggio di scusarsene. Continua a leggere

