Un giudice maleducato
Citazione
Un messaggio facebook, vergognosamente e deliberatamente offensivo, sarebbe stato rivolto al presidente del Consiglio on. Giorgia Meloni, da un magistrato in servizio presso la Procura di Roma, certo Alessandro De Cicco, a causa della decisione della premier di non firmare il decreto relativo agli adeguamenti degli stipendi dei magistrati. Pare che in quel messaggio Giorgia Meloni sia stata definita “nana borgatara”. Se ciò risponde al vero, credo che questo giudice, ma non solo questo giudice, non solo non meriti un adeguamento immediato di stipendio ma meriti anche di essere ripagato con l’epiteto romanesco “Se te vede la morte, se gratta”, come si può evincere dalla sua foto. F.sco Luciani

Vandali e demòni
Citazione
I disordini vandalici di questi giorni in alcune città italiane fanno emergere verità già note negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso: alcune migliaia di giovanissimi figli di papà, privi di buona educazione, di senso morale e valori civili si dedicano a devastare e distruggere interi quartieri urbani contestando il governo in carica reo di sposare la guerra e il riarmo a danno di settori ben più vitali della società italiana quali la sanità, la scuola, l’occupazione, il carovita. Non ha importanza stabilire se e in che misura tali proteste siano fondate e legittime, perché il problema che oggi si presenta è lo stesso di oltre mezzo secolo fa, vale a dire l’odio smodato, irragionevole e violento di intere generazioni abituate a chiedere, ad esigere e a pretendere nel quadro di un contesto familiare, socio-culturale, politico e religioso, sostanzialmente orfano di valori forti e veri, di norme e princìpi etici realmente praticati e non semplicemente predicati, di progetti politici coerentemente radicati in un sofferto vissuto personale e in atti significativamente costosi di vita. Continua a leggere
I canti satirici della tradizione ucraina e le donne disonorate
Citazione
Nella tradizione ucraina le donne disonorate venivano derise pubblicamente attraverso canti satirici o insulti verbali codificati nel tessuto linguistico locale. Canti satirici particolarmente caustici erano quelli rivolti a donne già avanti negli anni e tuttavia avvezze a comportamenti manifestamente immorali o sconvenienti. Infatti, nel folclore ucraino esiste un intero filone dedicato proprio a questo tipo di satira, che rientra nella categoria più ampia dei canti umoristici (zhartivlyvi pisni) e, nello specifico, dei canti indecenti o licenziosi denominati soromits’ki pisni (сороміцькі пісні, letteralmente “canti vergognosi” o “scabrosi”). Quando la satira prendeva di mira una donna anziana o avanti con gli anni (stara baba) che non intendeva rinunciare ai piaceri carnali o che si comportava in modo ritenuto “sconveniente” per la sua età, l’ironia della comunità diventava particolarmente caustica, grottesca e priva di filtri. Continua a leggere
Genesi storico-culturale della mentalità libertaria e dello spirito autonomistico del popolo ucraino
Citazione
L’ethos libertario, autonomista e refrattario al servilismo che attraversa la storia ucraina non è una narrazione mitologica recente, ma la risultante di specifiche strutture geografiche, sociali, religiose e culturali formatesi lungo diversi secoli di storia dell’Europa orientale. Per comprendere le radici storiche di questa spinta all’indipendenza e alla rivolta, occorre analizzare quattro snodi fondanti.
1. La frontiera aperta e il mito dei Cosacchi (I-XVIII secolo)
L’Ucraina — il cui nome etimologicamente richiama il concetto di “terra di confine” (kraj) — è stata per secoli uno spazio geopolitico cerniera tra l’Europa centro-orientale, l’Impero Ottomano e il mondo delle steppe eurasiatiche. In questa fascia di “terra di nessuno” (le steppe del Dniepr), a partire dal XV secolo si rifugiarono contadini in fuga dalla servitù della gleba polacca e lituana, avventurieri e uomini liberi. Da questa comunità nacquero i Cosacchi Zaporoghi (cioè “oltre le rapide” del fiume Dniepr). Continua a leggere
Profilo umano e filosofico di Rachel Bespaloff
Citazione
Rachel Bespaloff è una figura affascinante perché, pur essendo rimasta a lungo ai margini del canone filosofico del novecento, rappresenta una delle voci più originali dell’esistenzialismo europeo prima ancora che esso assumesse la forma celebre di Sartre e Camus. Nata nel 1895 in una famiglia ebraica di origine ucraina e formatasi tra Ginevra e Parigi, fu tra le prime pensatrici francesi a confrontarsi seriamente con Heidegger, KierKegaard e Šestov.
Rachel Bespaloff
La prima chiave per comprendere Bespaloff non è una teoria, ma una condizione esistenziale: l’esilio. Figlia di una colta famiglia ebraico-ucraina, cresce in un ambiente attraversato da migrazioni, inquietudini politiche e ricerca culturale. Prima musicista e ballerina che filosofa, si forma nel mondo dell’arte e del ritmo, esperienza che influenzerà profondamente il suo stile di pensiero. A Parigi incontra l’ambiente degli emigrati russi e soprattutto Lev Šestov, che lei stessa considererà la figura decisiva del suo “risveglio filosofico”. Ma Bespaloff non sarà mai una semplice allieva. Ammira Šestov, ne assimila il gusto per la rivolta contro i sistemi filosofici, ma mantiene sempre una forte indipendenza critica. Continua a leggere
Ascolto i tuoi silenzi (Parole, musica e voce di Massimo D’Este)
Citazione
Il medico di famiglia tra geografia, burocrazia e identità della cura
Citazione
Il ruolo del medico di medicina generale — il “medico di famiglia” nella sua accezione più profonda e tradizionale — costituisce da sempre il vero snodo dell’alleanza terapeutica tra il cittadino e il Servizio Sanitario Nazionale. Quando questo legame funziona, la cura diventa ascolto, continuità, memoria storica e presidio di comunità; quando invece il sistema scricchiola, o quando l’organizzazione e le priorità ideologico-amministrative si frappongono nel rapporto fiduciario, il peso dell’inefficienza e della solitudine ricade inevitabilmente sulle spalle del paziente e del suo nucleo familiare.
Pur nella doverosa premessa che in ogni angolo d’Italia operano professionisti straordinari per vocazione, competenza e dedizione umana, è innegabile che la medicina di base rifletta oggi le marcate differenze di organizzazione, risorse e cultura sanitaria presenti lungo la Penisola, rivelando tre modelli di assistenza sostanzialmente distinti. Continua a leggere
Perchè il ricordo di torti inflitti da persone molto care non può essere cancellato dal tempo? Brevi considerazioni filosofiche e religiose.
Citazione
Il ricordo di un torto subìto da una persona cara è una delle ferite più profonde dell’esperienza umana. Il tempo, che spesso lenisce i dolori superficiali, sembra impotente di fronte a questo tipo di memoria. Continua a leggere
Il bugiardo patologico: il profilo psicologico
Citazione
Ci sono persone in grado di chiedere scusa perché conoscono il rispetto, e ci sono persone che cercano solo scuse
Dottoressa Maura Manca
Il bugiardo patologico è un individuo le cui bugie vanno oltre la semplice distorsione della realtà. Se, infatti, dire qualche bugia o adattare la realtà in alcuni suoi aspetti può capitare a tutti, per alcune persone mentire assume caratteristiche estreme, diventando una vera e propria patologia, un disturbo psicologico. In questo articolo, tratteremo di come sia possibile riconoscere un bugiardo patologico e delle possibilità per correggere il suo comportamento.
Quando la bugia diventa patologica?
Una bugia è patologica se va oltre il semplice adattamento della realtà. Mentire in modo patologico significa mentire in modo continuo e sistematico, senza un motivo apparente o per ottenere benefici specifici. Continua a leggere