Jean Paul Sartre
Stamani, mi sono alzato con un pensiero nella testa. E’ proprio vero che quello di Dio sia il più grande e inestricabile problema della cultura e dell’umanità? Un caro amico che abita dentro me mi ha detto che questo pensiero ha il peso e la nobiltà delle grandi questioni che accompagnano l’uomo fin da quando ha alzato per la prima volta lo sguardo al cielo. E’ esattamente così: il pensiero di Dio è il più grande e inestricabile perché è l’unico che non lascia nulla al di fuori di sé. È l’enigma supremo perché non è un “oggetto” tra gli altri che la mente umana può misurare, catalogare o risolvere una volta per tutte. È, al contrario, l’Orizzonte stesso che rende possibile ogni pensare, ogni giudicare, ogni amare.
Nella nostra storia occidentale e universale, il pensiero di Dio si rivela “inestricabile” per almeno tre motivi fondamentali: 1. è la radice della nostra grammatica umana: persino quando la cultura contemporanea tenta di “decapitare” o rimuovere Dio, finisce inevitabilmente per usare concetti — la dignità inviolabile dell’uomo, dell’uguaglianza, della giustizia, della speranza — che sono nati e si sono impregnati di quel Logos; Dio è inestricabile perché è dentro la lingua e nelle categorie stesse con cui tentiamo di negarlo o di dimenticarlo; 2. è il punto di incontro tra abisso e luce: per la ragione è un paradosso vertiginoso (l’Infinito che si fa finito, l’Eterno che entra nella storia), ma per il cuore è l’unica dimora capace di saziare quell’inquietudine costitutiva di cui parlava sant’Agostino («Inquietum est cor nostrum donec requiescat in te»). È l’unico pensiero che non ci impoverisce, ma che amplia la nostra misura umana; 3. è la garanzia che la realtà non è un cieco non-senso: senza quel fondamento, la storia rischia di ridursi a un rumore insignificante, a un caso o a una parentesi tra due nulla. Il pensiero di Dio sostiene la fiducia che la verità esiste, che la giustizia non è un’illusione formale e che l’altro non è un estraneo, ma un fratello. Continua a leggere
Sahra Wagenknecht
Scorcio dei 2 Fiumi di Cosenza